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L’Ipnosi come intervento nei disturbi psicosomatici, fobici e sessuali.

 

 

Inizio questo articolo raccontando una storia, poiché in Ipnosi Ericksoniana la metafora è uno strumento molto utilizzato, diviene un messaggio profondo e ricco di spunti costruttivi che viene passato alla persona in stato di Trance. Non viene spiegato di norma perché sarà il paziente stesso a trarre un insegnamento “su misura” per lui e a trarne vantaggio in modo molto attivo. Infatti nell'ipnosi naturalistica Ericksoniana il paziente ha un ruolo molto attivo.

Qui spiegheremo invece il senso della metafora, perché ci addentra nella teoria.

 

IL VILLAGGIO DELLA FELICITA'

 

Tre individui partono per raggiungere il villaggio della felicità.
A metà cammino trovano la strada sbarrata da un altissimo muro di granito: impossibile aggirarlo,da  entrambe le parti c'è un precipizio.

Il primo individuo si abbatte scoraggiato, piange lacrime disperate e si arrende, in un mare di lamenti si sente perseguitato dal destino.


Il secondo individuo accetta la situazione affrontandola. Si rende conto di non poter scavalcare il muro, inutile lamentarsi. 

Pianta invece delle bougainville e osserva la loro crescita. Gioisce nel vederle spuntare, germogliare; il muro diventa il loro sostegno e lentamente esse lo ricoprono. Materialmente il muro esiste ancora, ma non ha più presa negativa sulla psiche del secondo individuo, il quale, malgrado l’ostacolo, raggiunge la felicità nel più profondo di se stesso.


Il terzo individuo, un tipo sportivo ed intraprendente, tesse una corda di liana, si costruisce un gancio e con un lancio da pescatore l’aggancia alla cima del muro, si tira su e ridiscende  dall'altra.

 
Morale: in ciascuno dei tre viandanti il muro ha provocato una reazione diversa, il muro non era né buono né cattivo, era semplicemente un muro – una sfida - e ciascuno dei tre ha reagito secondo la propria indole, positivamente o negativamente. 

Oggetti, circostanze e fatti hanno l’importanza che noi gli diamo. L’ostacolo è una creazione mentale e, cosi come l’abbiamo creato, lo possiamo distruggere.

Ci sono due metodi: quello di volerlo distruggere fisicamente, annientarlo, e quello di volerlo vincere mentalmente, interiormente.
Nel primo caso, appena vittoriosi, ci troviamo già dinnanzi al prossimo ostacolo.
Nel secondo caso, avendo vinto la nostra battaglia interiore, non ci saranno altri ostacoli, solo sfide, dure e difficili forse, ma meravigliose e inebrianti, come lo è l’ardua scalata di una parete rocciosa. (Anonimo)

Questa metafora ci aiuta a comprendere lo scopo della ipnoterapia ericksoniana, utilizzare il sintomo, l'ostacolo trasformandolo a favore del paziente che attinge risorse nuove creative dal suo inconscio.

E' una psicoterapia permissiva, dove il cliente ha un ruolo molto attivo......accompagna naturalmente il progetto di cambiamento del paziente.

Non è  più come un tempo “...E APRIRAI GLI OCCHI QUANDO LO DICO IO...(COME diceva CASELLA) ma riaprirai gli occhi QUANDO LO VUOI TU...

Nell'ipnosi il rilassamento non è un prerequisito indispensabile, di solito cmq l'induzione comprende il rilassamento per tranquillizzare il cliente, in modo che si senta a proprio agio riducendo lo stress e l'ansia che spesso sono associati ai suoi problemi. Ciò però non comporta una passività della persona, anzi, DEVE MANTENERE UN RUOLO ATTIVO UTILIZZANDO TUTTE LE SUE CAPACITÀ

La psicoterapia ipnotica ericksoniana esplora ciò che il soggetto ha appreso e depositato nell’inconscio, il soggetto ha delle  capacità di far fronte ai disagi, vengono rinforzate le risorse e destrutturati gli schemi di comportamento non validi, che portano al sintomo e disagio, e vengono poi reificati nuovi modelli comportamentali che sostituiscono i vecchi, eliminando così il sintomo o disagio.


Gli interventi, vengono cuciti come un abito su misura per ogni singolo paziente, TAILORING, quindi non c'è un intervento, una strategia, uguale per tutti in base al sintomo, ma l'intervento è personalizzato. Si osservano le caratteristiche del paziente, il modo di costruire la vita, le relazioni, la malattia.



La tecnica ipnotica integrata con una psicoterapia di varie scuole di pensiero, e la psicoterapia ipnotica ericksoniana come terapia in se,   è utilizzata in un gran numero di disturbi psicologici: insicurezza, stati d’ansia, disturbi e disfunzioni sessuali,attacchi di panico, fobie, ossessioni, disturbi del comportamento alimentare, sintomi psicosomatici, dipendenze, depressione.


 E’ dimostrata la sua efficacia anche come preanestesia prime degli interventi chirurgici.

L’ipnosi ha la peculiarità di essere uno stato di coscienza particolarmente idoneo a favorire l’apprendimento. In trance si è in genere molto più ricettivi alle idee nuove e spesso si ha una padronanza di una quantità assai più elevata del solito di informazioni personali sulle consapevolezze presenti e le esperienze passate.

La trance è una condizione ideale per l’impiego delle metafore.

L’importanza delle metafore sono una delle sue caratteristiche, una rappresentazione isomorfa della situazione che originato il problema del cliente. Un’analogia precisa ed equivalente di tale situazione e altrettanto realistica.

La forza della fascinazione è insita nell’atto stesso della narrazione.

Le tecniche “indirette” della psicoterapia ipnotica, “aggirano” le resistenze del paziente permettendo allo psicoterapeuta di dialogare direttamente con l’inconscio del paziente

La capacità di narrazione del terapeuta…e la natura della fiaba, aneddoto, metafora stessa può indurre un leggero stato di trance nel paziente, il paziente deve comprendere ciò che il terapeuta narra…anche la fantasia guidata deve contenere un simbolismo un isomorfismo col problema….apre al paziente delle possibilità di risoluzione e cambiamento di una struttura i un vissuto. A volte il terapeuta induce una fantasia che verrà terminata dal paziente e questo finale rappresenta la capacità del paziente di trovare una soluzione al suo problema.

Il titolo della conferenza ci porta a riflettere e descrivere brevemente i sintomi psicosomatici, fobici, sessuali, trattare ognuno di questi implicherebbe molto tempo….cerchiamo di capire brevemente di cosa stiamo parlando, cercando un filo conduttore …una lettura che collega questi vari sintomi, ma principalmente a soffermarsi sulla ovvia osservazione che un paziente chiede aiuto nel momento in cui queste sintomatologie ed altre vanno a “squilibrare” la sua vita….

COSA SONO I SINTOMI? Nella mia visione esistenziale della Persona, un messaggio profondo che ci viene dall’inconscio saggio, o da un se illuminato, da una parte di noi che Grida aiuto, Fermati, pensa, ti stai facendo del male….

Il mio invito è generalmente, al di là dell’ipnosi di interpretare il sintomo come una grande opportunità di crescita, un occasione per trasformare la nostra vita, per cambiare in meglio…per amarci e diventare realmente più forti…abbattere le corazze inutili…le difese eccessive ecc…

Una visione della nevrosi non come malattia ma come opportunità di crescita…

Il corpo, per me come terapeuta è uno strumento di lavoro, è profondamente in contatto con le verità più profonde, manifesta i disagi attraverso i Blocchi, si può lavorare sul corpo con vari metodi, rilassamento, bioenergetica ed altro….l’ipnosi attraverso un ascolto più profondo unisce corpo e mente attraverso uno stato di trance che permette di Apprendere nuove posizioni comportamentali ed esistenziali, nel riconoscere le proprie potenzialità e risorse.

Quindi l’inconscio ericksoniano è un bagaglio di apprendimenti e di risorse che va in perfetta sintonia con il mio approccio esistenzialista, di una capacità del se Persona di Amarsi e di decidere per il proprio bene, al di là del condizionamento inconscio.

La malattia non è una “sfortuna” o una “punizione”, è semplicemente il modo con cui il nostro corpo ci comunica che lo stress, lo stile di vita, i conflitti psicologici ecc. ne hanno pregiudicato la salute e l’equilibrio. La malattia è pertanto nostra alleata, in quanto ci permette di ritornare sui nostri passi e riscoprire noi stessi. Conoscere i processi che conducono alla sofferenza. Scoprire le origini profonde della malattia. Capire i meccanismi che entrano in gioco. Accettare le nostre responsabilità. Riscoprire il potere di guarirci. Dare un senso ai propri mali, ai sintomi, ai traumi e alle malattie più gravi è possibile. L’essere umano possiede infatti dentro di sé la risposta alle sue sofferenze e, di conseguenza, alla completa guarigione. Ecco la chiave per interpretare questa risposta e individuare la provenienza di ogni manifestazione fisica, proponendo soluzioni per ritrovare da soli il proprio ottimale stato di salute. (Michel Odoul - Un Corpo per Curarmi un'Anima per Guarire)

Come nella fobia così nella problematica sessuale

viene a crearsi una autoipnosi negativa AIN *immagini, ricordi, pensieri negativi

 rimuginati in un autocontrollo negativo e autosuggestionante tanto da aumentare l'ansia

l'ipnosi consente di lavorare su questa attività mentale attivando nuove cognizioni adattive

 pensieri e immagini che influenzano il comportamento conducendolo al cambiamento

LO SVILUPPO DI NUOVE IMMAGINI CREA COSì UN COMPORTAMENTO INCOMPATIBILE

CON QUELLE DISFUNZIONALI GIA' INSTAURATISI

L'IPNOSI AUMENTA LA CONSAPEVOLEZZA DELLE CAPACITA' PERSONALI DI FRONTEGGIARE L'ANSIA E LO STRESS ASSOCIATE ALL'INSICUREZZA PERSONALE (COPING) AUMENTANDO IL SELF CONTROL 

-INCREMENTA LA FIDUCIA DI POTER METTERE IN ATTO CON SUCCESSO UN 

COMPORTAMENTO SESSUALE

MIGLIORARE UN SINTOMO PSICOSOMATICO

GESTIRE UNO STATO FOBICO

-CONSENTE DI RISTRUTTURARE LE RISPOSTE EMOZIONALI NEGATIVE

-RINFORZA LE SENSAZIONI POSITIVE RISPETTO A:

PRECEDENTI RELAZIONI  SESSUALI POSITIVE

PRECEDENTI ESPERIENZE SENZA FOBIE

PRECEDENTE EQUILIBRIO PSICOSOMATICO

Il terapeuta attraverso l'ipnosi può aiutare il paziente fobico a superare la paura di perdita di controllo, sperimenterà una capacità di perdere il controllo “sotto controllo” affidandosi al terapeuta.

Insieme possono costruire nuovi amuleti, come le medicine che il fobico o lo psicosomatico portano con se.....

Una paziente di un ipnotista didatta aveva sperimentato la piacevolezza di far tintinnare le chiavi in tasca, perché le dava la sensazione di avere una casa a portato di mano.

Per concludere:

Un paziente che chiede una terapia è già in una fase di cambiamento

noi possiamo aiutarlo ad utilizzare in positivo tutto ciò che porta con sé.

Ringraziando il Prof Mario Marazzi, dalle sue lezioni ho tratto alcuni spunti per la conferenza e l’articolo auguro…

Buone riflessioni a tutti.

Dr.ssa Viviana Morelli

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