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LA DEPRESSIONE OGGI le cause individuali nel tempo Covid

Dr.ssa Viviana Morelli

Questo argomento di vasta estensione vorrei affrontarlo senza ricalcare trattati di psicologia che hanno ben illuminato il suo aspetto più patologico, ma cogliendo alcune sfumature più comuni e se mi consentite il termine … normo-nevrotiche.

A tal proposito vorrei fare solo una considerazione sul momento che stiamo vivendo. In questo caos emotivo di insicurezze economiche e paure da coronavirus, veniamo colpiti e destabilizzati dalla mancanza di certezze miscelata ad informazioni contrastanti tra loro. Tutti ci sentiamo “tristi” con un tono dell’umore ballerino, alcuni di noi vivono uno stato di oppressione e angoscia, l’angoscia di morte ci porta ad attuare schemi autoprotettivi che ci allontanano dalle persone. L’uomo per sua natura è un essere sociale e l’isolamento forzato lo danneggia e nel clima che si genera risulta difficile sognare e progettare, vivendo così giorno per giorno senza un futuro programmato e certo.

Siamo quindi tutti segnati da un “trauma” che colpisce tutta l’umanità che va a potenziare o portare in luce traumi precedenti.

Questo significa che chi di noi vive una situazione pregressa da un punto di vista depressivo, certamente percepirà un peggioramento e un acutizzarsi dei sintomi correlati, mentre alcuni di noi che ritenevano di aver superato tante avversità della vita, potrebbero percepirsi improvvisamente fragili e senza energie reattive agli eventi. Ogni caso ovviamente va visto singolarmente.

Inizio specificando che momenti oscuri e toni dell’umore basso fanno parte del panorama emotivo di ogni essere umano. Reazioni “depressive” a molti eventi della vita possono essere più o meno lunghe ed intense e sia la durata che intensità danno la misura dell’impatto sulla persona.

Parliamo in questo caso della “sindrome depressiva reattiva”, cioè una manifestazione che segue un evento emotivo, conflittuale o traumatico. Dura un periodo più o meno lungo e si risolve attraverso un’elaborazione dei vissuti e un nostro cambiamento nell’atteggiamento comportamentale.

CHE VUOL DIRE SENTIRSI DEPRESSI?

Negli stati depressivi possiamo percepirci apatici e poco interessati al mondo, svogliati e demotivati ad agire in qualcosa che dovremmo fare per noi o per aspettative altrui, provando a volte a nasconderci dietro una falsa pigrizia per evitare situazioni che ci mettono in difficoltà. Sentiamo un grande calo energetico.

ALCUNI SINTOMI TIPICI

I sintomi che in questi casi potremmo rilevare autonomamente potrebbero essere un desiderio di isolamento, una diminuita cura della propria persona connesso ad desiderio di rifugiarsi nel sonno, perdita di appetito o fame compulsiva, pensieri cupi, eccessiva predisposizione al pianto, angoscia di morte, alcune somatizzazioni e insonnia.

Chiaramente momenti o giornate depressive sono una naturale umana reazione ad una frustrazione subita a cui, nel giro di pochi giorni, generalmente possiamo reagire ritrovando le nostre risorse vitali. Se però tale momento dovesse proseguire, è necessario soffermarsi a riflettere su cause più o meno consapevoli.

DEPRESSIONE E CONFLITTO

Spesso la Depressione nasce da un conflitto profondo a volte inconsapevole che non riusciamo a superare non riuscendo a prendere delle posizioni importanti e decisionali per la nostra vita. A volte rimaniamo bloccati e intossicati dalla nostra stessa rabbia o dolore, possiamo rimanere intrappolati in un rapporto di coppia che non ci rende più felici, in un amore malato, in dinamiche tossiche con la famiglia di origine, oppure in un lavoro che non rispetta la nostra vera natura.

In questi casi il mio consiglio è un confronto con uno psicoterapeuta.

DEPRESSIONE E LUTTI

Se si tratta di una morte naturale il lutto avrà delle fasi di elaborazione che vanno vissute nei loro tempi. Siamo più portati ad accettare il dolore e la depressione conseguenti. Se siamo state vittime di un abbandono di un tradimento o di un fallimento di una relazione affettiva, la depressione si alternerà alla rabbia. In questo caso abbiamo necessariamente bisogno di un tempo di elaborazione dei fatti per salvare la nostra autostima.

DEPRESSIONE E CONFLITTI ESISTENZIALI

Il dovere verso la nostra Vita è onorarla rispettando noi stessi e le nostre naturali predisposizioni. Spesso condizionamenti sociali e familiari ci allontanano dal nostro vero “progetto esistenziale”. Questa situazione ci potrebbe facilmente sviluppare un malessere depressivo da “non senso della vita” da “vuoto” e il disagio che ne scaturisce diviene un segnale assolutamente da ascoltare.

DEPRESSIONE E PASSAGGI DI VITA

Per ogni essere umano è difficile accettare i cambiamenti della vita quali i figli che si allontanano, il pensionamento, l’età che avanza e alcuni segnali di invecchiamento. Le donne in particolare avendo un calo degli estrogeni verso la menopausa e un naturale calo della serotonina, possono scoprirsi depresse e intolleranti. Sono passaggi delicati dove la presenza di alcune malattie organiche va a braccetto con una reazione depressiva. Il salto di qualità esistenziale è poter accettare che alcuni cambiamenti implichino la perdita della giovinezza o della prestazione fisica. Bisogna necessariamente accettare alcune realtà e qualità non ritorneranno più.

Cosa possiamo fare? Le piccole pratiche di auto-aiuto sono un buon modo per iniziare a reagire:

Oltre all’ascolto di sé stessi è importante parlare del nostro vissuto con altre persone senza vergogna; scopriremo così di non essere soli. In tempo di Covid anche solo delle videochiamate di condivisione, possono cambiare il modo di percepirci, un malessere condiviso viene percepito come meno patologico.

Ponendoci delle domande sulle cause, possiamo trovare del giovamento emotivo scegliendo qualunque comportamento che rappresenti un intervento di cambiamento, di un coraggioso “volersi bene”!

Come anche mettere dei paletti per gli altri, mettendo sé stessi al primo posto. Proviamo a dire dei terapeutici “no” che permettono di regalarci del tempo tutto per noi che ci consenta di ritrovarsi.

Avvalersi di prodotti naturali, fitoterapici, prima di avvicinarsi a prodotti allopatici.

Farsi guidare da uno specialista è un atto di amore per sé; abbiamo bisogno di un appoggio diverso oltre la realtà famigliare senza per questo viverci come malati ma come persone alla ricerca di un miglioramento della propria qualità della vita.

Un invito sincero che voglio fare è quello di potenziare la propria energia vitale attraverso un “agire” superando l’istinto passivo ed evitante, praticando attività che ci aiutano ad attivare endorfine positive quali il praticare dello sport, meditazione, appassionarsi all’arte e cultura o in tutte quelle attività a voi congeniali che possano stimolare la creatività e il pensiero.

All’inizio è un po' difficile compiere il primo passo in questa direzione ma dopo uno sforzo iniziale la strada si fa sempre più in discesa e i benefici cominciano a mettere in atto un circolo virtuoso che faciliterà sempre di più le cose.

Certamente il periodo non ci aiuta ma finirà. E ricominceremo a godere del terapeutico potere dell’incontro, dell’abbraccio e della condivisione godendo della possibilità di entrare in gruppi che con il sorriso e la gioia praticando un’attività insieme.

Vi voglio lasciare con un mio personale semplice principio:

qualunque cosa si possa fare per noi … facciamola! Non molliamo mai.

Insieme possiamo farcela!

 

Un abbraccio a tutti voi

Dr.ssa Viviana Morelli

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